O: Il Romanticismo dell'Orrore Illuminato
1. Le ombre della ragione
Il XIX secolo vide l'avvento del Romanticismo gotico, un movimento letterario che ampliò i confini della ragione. Mentre l'Illuminismo, nella sua forma più coerente, voleva giustamente liberare gli uomini dalla superstizione e dai dogmi religiosi, il romanzo gotico, come forma particolare del contro-movimento romantico, dimostrò che l'orrore non era scomparso dal mondo.
Mentre il Romanticismo in genere si opponeva alla ragione cognitiva come unico mezzo efficace per lo sviluppo umano, a volte arricchendo emotivamente l'Illuminismo, ma altre volte difendendolo in modo regressivo, trovò il suo completamento nella sua variante oscura: nel confronto con la morte, la malattia, le cattive abitudini e la paura.
Gli eccessi regressivi che ne conseguono, come il desiderio di morte, la superstizione, il populismo e l'antisemitismo (che esisteva già nell'Illuminismo come una sorta di post-antigiudaismo), vengono qui solo accennati di sfuggita.
Tra le fila della tradizione meno arretrata di questo movimento, che riflette e trasmette l'Illuminismo, colloco il Gotico ragionevole, un romanticismo gotico che non si allea con l'esoterismo o l'occultismo, ma piuttosto mette in discussione il perturbante nelle sue dimensioni psicologiche, sociali e scientifiche.
È l'estetica di un mondo in cui il mistero non nasce dalla magia, ma dai limiti della conoscenza umana e dai lati oscuri della ragione stessa.
2. Precursori: Verne, Shelley e l'oscurità scientifica
“Il castello dei Carpazi” di Jules Verne e “Frankenstein” di Mary Shelley sono due opere paradigmatiche che già razionalizzavano il motivo gotico classico. Il racconto di Verne racconta di un fenomeno apparentemente soprannaturale che alla fine si rivela essere un'illusione tecnologica, un gioco ai confini tra credenza e inganno. Il Frankenstein di Shelley, d'altro canto, mostra una scienza che si aliena dalla propria creazione e diventa mostruosa nel tentativo fallito di sconfiggere la morte maledetta.
Ciò che accomuna queste opere è il loro approccio razionale al perturbante:
Creano l'inquietante non per disincantarlo sobriamente, ma per trasformarlo artisticamente in riflessione razionale, affrontando così i limiti inesplorati della ragione e la paura dell'ignoto.
Questa tensione dialettica costituisce la base del romanticismo horror illuminato, nel mio senso.
3. L'Hauntology e i fantasmi della modernità
Il concetto di hauntology di Mark Fisher ci dimostra che il passato non passa mai veramente. Ritorna come un fantasma di possibilità, come un'eco di visioni perdute del futuro.
In un mondo che si considera razionale, le ombre represse sembrano ancora più forti, cambiano nel loro aspetto e tuttavia rimangono le stesse nel loro malessere.
Fisher ha diagnosticato un presente in cui passato e futuro si confondono, in cui le ideologie non credono più di poter creare nuovi mondi, ma si limitano ad abitare le proprie rovine.
Il gotico ragionevole riprende questa idea costruendo un ponte tra passato, presente e futuro. Non è il soprannaturale a diventare spettrale, ma l'evoluzione, la storia e la biografia dell'uomo nelle dimensioni della natura, della società e dell'individuo:
L'orrore non proviene da un altro mondo: è la conseguenza del nostro.
4. La critica del razionalismo ragionevole
Nella sua critica frammentaria al razionalismo , Mark Erschüttert analizza come la ragione rimanga un'ideologia se non è consapevole dei propri presupposti e scopi. Un "razionalismo razionale" riconosce i propri limiti, usa la ragione per migliorare il mondo e non si sottomette ad alcun criterio se non a quello della verità e del progresso verso la felicità.
Il “razionalismo irragionevole”, d’altro canto, subordina la scienza e la logica alle esigenze dei sistemi inumani, indipendentemente dal fatto che questi siano sotto il dominio personale di una dittatura o sotto la coercizione astratta di una macchina autonoma, come il mercato generalizzato.
Allo stesso tempo – e questo è il momento chiave di Reasonable Gothic – egli caratterizza “l’irrazionalismo ragionevole” come un alleato del razionalismo ragionevole nello spirito critico:
Il riconoscimento consapevole e il trattamento delle emozioni, della sessualità, dell'intuizione e del mistero come parti integranti dell'esperienza umana.
Il romanticismo horror illuminato riflette questa posizione in termini letterari: non è kitsch esoterico, ma un'indagine radicale su cosa accade quando ragione e irrazionalità si incontrano.
5. Gotico ragionevole: il metodo dell'inquietante
Lo stile narrativo di Reasonable Gothic è caratterizzato da oscurità, paura, tristezza e disagio, non come fine a se stesso, ma come mezzo estetico per ritrarre conflitti: interni, sociali e naturali.
Le storie sono spesso volutamente oniriche o associative, del tutto in linea con l'idea psicoanalitica del materiale represso nell'inconscio, ma possono anche diventare sistemiche, seguendo una logica interna che si definisce al di fuori del cosmo costruito.
Il soprannaturale, ovunque avvenga, resta un mistero. Non esiste quindi alcuna demonologia, alcuna magia, alcun occultismo come spiegazione: solo la legge. Al contrario, perfino figure classiche dell'orrore come i vampiri o i fantasmi - quando compaiono - possono essere elevate a un livello simbolico o lasciate del tutto senza spiegazione, forse solo sottoposte a speculazioni scientifiche sulla base dell'immanenza narrativa - non per mancanza di tentativi insensati di spiegazione noti dal cinema e dalla narrativa, ma per rendere tangibile il mistero stesso, nella sua forma schiacciante e stimolante.
Ma in questa lacuna risiede il nucleo razionale del genere:
L'irrazionale non viene né banalizzato né mitizzato, ma piuttosto cerca di essere compreso nella sua qualità dolorosa o liberatoria, come qualcosa che non può essere semplicemente risolto, ma piuttosto qualcosa che deve essere esplorato in profondità.
Il gotico ragionevole è quindi un'estetica della contraddizione aperta, una letteratura che non livella l'inquietante, ma piuttosto lo mette in relazione con il cosmo interiore, con l'autore, con il lettore e con la totalità che condividono.
Ciò può accadere soprattutto negli esperimenti stilistici, nelle premesse della trama sbagliate o esagerate, nella frammentazione della narrazione, nei cambi di prospettiva piuttosto frustranti, nei ruoli narrativi inaffidabili o in una prosa che segue essa stessa una logica onirica.
La ragione di questa irrazionalità non risiede sempre nella narrazione stessa. In definitiva, Reasonable Gothic richiede sempre un pubblico razionale e critico che sia disposto ad arrendersi all'incomprensibile, al non identico, per scoprire spirito e potenziale.
6. Influenze: filosofia, critica sociale e romanticismo
Il gotico ragionevole non è solo una tradizione letteraria, ma anche filosofica. È in dialogo con pensatori come:
Karl Marx, che è in grado di descrivere la storia come un album stampato che infesta le condizioni di vita e sociali come un vampiro che le divora,
Teodoro W. Adorno, che spiega nella Dialettica dell'Illuminismo come l'astuzia della ragione possa impigliarsi in nuove forme di non libertà e così l'ideologia e la superstizione rimangano in una forma meramente esteriore modificata,
Sigmund Freud, che interpreta il perturbante come un ritorno del rimosso e dichiara che il sogno è decifrabile, non come una visione, ma come un'espressione di conflitti interiori e desideri censurati,
Maimonide, che vede la negazione radicale del conoscibile – l’enigma della creazione stessa, come componente e fonte primaria della verità.
A ciò si aggiungono le influenze letterarie del romanzo gotico classico e moderno e dei generi correlati, come Shelley, Stoker, Verne, Kafka, Orwell, Rice, tra gli altri.
Inoltre, le opere dei surrealisti, che hanno cercato di svelare il tema della psiche con attenta maestria, e anche quelle dei cosmisti, che hanno esplorato artisticamente lo spazio e l'immortalità: tutte queste influenze (e molto altro) rappresentano elementi che devono essere ripresi, ricollegati e trasformati nel romanticismo gotico illuminato.
In definitiva, il gotico ragionevole è ovviamente anche e soprattutto un prodotto della propria filosofia: quella del diamodernismo.
7. Conclusione
È fondamentale che il gotico sia ragionevole (o che il romanticismo gotico sia illuminato). Si concentra sul male, guarda nell'abisso per rivelare ciò che è giusto.
Per lui la tortura e la sofferenza non sono intrattenimento, ma esperienze che richiedono riflessione. Il turbamento è il suo metodo, lo shock, come il rapimento, è il suo onore.
Tutto questo, però, per affrontare l'ingiustizia e l'arretratezza, per sublimare la distruttività, per svelare e problematizzare Thanatos.
Questo è anche ciò che distingue Reasonable Gothic da Grimdark o persino da Snuff: il suo possibile pessimismo si accompagna a un'accusa contro la realtà, che avrebbe dovuto presentarsi a noi in modo diverso. Sepolta dentro di lui giace l'utopia:
Proprio come quest'altro.
Sebbene non fornisca la risposta in sé, pone domande represse, aprendoci allo stesso tempo gli occhi su ciò che è possibile, nella migliore delle ipotesi, comprendere realmente l'orrore dell'orrore.
Egli è quindi ben lontano dall’“irrazionalismo irragionevole”, dalla spettacolare celebrazione del male e del sadismo fine a se stesso.
Il genere è particolarmente resistente a questo fenomeno.
Ma c'è anche da dire quanto segue:
Dopotutto, il gotico ragionevole è solo arte. Non produce altro che finzione ed effetto. Si schiera benevolmente dalla parte della dignità umana, ma non contribuisce a realizzarla.
Chi vuole progredire può leggere ciò che vuole. Forse lo riconoscerà nel romanticismo dell'orrore illuminato, oppure no.
Perché il cambiamento sociale resta soprattutto una cosa:
Atto emergente.

